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I confini oscuri della minaccia: è reato dire a qualcuno: "non farti più vedere altrimenti finisce male"?

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza del 19 settembre 2017, n. 42752 è tornata su un tema non sempre deciso in modo uniforme dai Giudici, compresi quelli di legittimità. In questo caso, la Cassazione ha ritenuto che la frase "non farti più vedere, altrimenti finisce male", pronunciata dal titolare di un bar contro la sua ex dipendente, integri l’elemento oggettivo del reato di minaccia: cioè la prospettazione di un male ancorchè oscuro, il cui concretizzarsi dipenda dalla persona che lo rappresenta e sia idoneo a creare turbamento e timore nella persona offesa. 

Nel reato di minaccia, elemento essenziale è la limitazione della libertà psichica mediante la prospettazione del pericolo che un male ingiusto possa essere cagionato dall’autore alla vittima, senza che sia necessario che uno stato di intimidazione si verifichi concretamente in quest’ultima, essendo sufficiente la sola attitudine della condotta ad intimorire e irrilevante, invece, l’indeterminatezza del male minacciato, purché questo sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione contingente (Cass. n. 45502/2014).

 

 

I confini oscuri della minaccia: è reato dire a qualcuno: "non farti più vedere altrimenti finisce male"?